Penso

Scrivere è il riflesso di un modo di essere, perché noi siamo, sempre e comunque, ciò che scriviamo.

Con la parola, intesa come tramite tra un concetto e la sua efficace resa linguistica, cerco di esprimere pensieri, emozioni, sensazioni e sentimenti che fanno parte del mio vissuto e del mondo che mi circonda. Ed è proprio esplorando le componenti semantiche e le policrome sfumature della parola che ne inseguo il senso ultimo, quello cioè che meglio si addice a un determinato contesto espressivo.

La cifra delle mie composizioni risiede nella continua osservazione e analisi della realtà e delle più svariate manifestazioni dell’animo umano, con uno sguardo sempre attento ai temi dell’attualità e ai loro risvolti emotivi e sociali.

La continua ricerca di significati profondi e di sostanza poetica è un punto cardine della mia lirica compositiva, e per ottenere ciò mi servo spesso del gioco linguistico, basato sull’impiego frequente di doppi sensi, corrispondenze tra significanti e significati e altri espedienti linguistici, cosicché le parole fanno sovente spola tra il serio e il faceto, l’implicito e l’ambiguo, l’ironico e il sarcastico.

Scrivo della vita e dell’amore, delle passioni e delle ingiustizie, ma il mio scrutare profondo all’interno degli abissi dell’animo umano e del mondo è sempre sostenuto da un anelito esplicito di risalita, di rivincita e di speranza perché in fondo, dove c’è speranza, c’è vita.

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